NON SI TRATTEREBBE DI UNO SCANDALO, MA DI UN'INFAMIA
E’ l’ora di finirla di permettere ad Achille Leone Occhetto di esprimere opinioni sulla politica italiana: tanto più avendo il coraggio di presentarlo come se fosse “comunista”, lui che tale non è mai stato, esattamente come Walter Veltroni; il fatto che questo nonagenario “signore” sia stato l’ultimo segretario nazionale del partito revisionista – per somma disgrazia di chi onestamente ne seguiva le indicazioni – non autorizza i pennivendoli della stampa borghese reazionaria a definirlo un rivoluzionario marxista.
Altrimenti dovrebbero essere annoverate come tali anche figure – tra cui Aldo Brandirali, ex leader dell’Unione dei Comunisti Italiani (m-l); Giuliano Ferrara, ex responsabile Scuola e Cultura della federazione torinese di via Chiesa della Salute 47; Paolo Liguori, che fu esponente di Potere Operaio – che da tempo immemore sono passati armi e bagagli alla peggiore reazione: una cosa che riuscirebbe nella, obiettivamente proibitiva, impresa di far ridere anche i polli ed i sassi.
Questo lungo preambolo è utile ad introdurre l’ennesima bestialità – condita da falsità – proferita dal politicante sabaudo in una intervista concessa a tale Ginevra Leganza del fogliaccio ultra reazionario Il Foglio, che la pubblica sull’edizione telematica di venerdì tre luglio: oggetto principale della lunga chiacchierata è la possibile ascesa di una figura legata alla destra radicale e fascista – si mormora che il papabile possa essere il Presidente del Consiglio dei Ministri – al Colle del Quirinale.
Secondo il principale omicida di quello che fu il più grande partito revisionista dell’Occidente, la sua nomina non sarebbe uno scandalo; un’opinione personale discutibile – fare Presidente della Repubblica il capo dell’ultima, in ordine di tempo, incarnazione del Partito Nazionale Fascista sarebbe un’infamia che farebbe de facto carta straccia della Costituzione della Repubblica Italiana – che in più viene condita da una affermazione assolutamente, ed indiscutibilmente, non veritiera.
«Noi del Pci non abbiamo mai chiesto un presidente della Repubblica di sinistra. Piuttosto, abbiamo sempre votato e fatto votare presidenti che fossero garanzia (…) quand’ero segretario del partito – il Pds – ho lavorato, insieme a Marco Pannella, per eleggere presidente Oscar Luigi Scalfaro. Tutt’altro che di sinistra, comprenderà. Ma aveva tutte le caratteristiche di un capo imparziale, com’è stato»: sarebbe inutile fargli notare che il Partito Democratico della Sinistra non è mai stato l’erede legittimo della formazione che aveva sede a Roma, in via delle Botteghe Oscure 4.
Il capolavoro, però, lo costruisce subito dopo: «mi preme ricordare, ancora, che furono i comunisti a votare presidente della Repubblica Francesco Cossiga perché nel sistema democratico italiano si è sempre cercato un presidente di garanzia con il concorso di tutti. Ed è per questo che trovo sbagliato che all’inquilino del Quirinale si pensi in termini dualistici: destra o sinistra»; non è un caso che quasi tutti gli emeriti Presidenti siano stati scelti tra i democristiani ed i liberali.
Per quanto disgustoso potesse essere il pensiero di personaggi del calibro dei due testé citati, costoro rappresentavano comunque – attraverso l’adesione ad un partito che, seppure diede un apporto decisamente minore alla Guerra di Liberazione rispetto al Partito Comunista d’Italia, partecipò attivamente alla eternamente gloriosa Resistenza al fascismo italiano ed a quello invasore tedesco – una qualche continuità nell’attuazione dei principi della Carta Costituzionale.
E’ evidente che l’eventuale promozione dell’attuale quarta carica dello Stato – o quella di un altro candidato affiliato a Fratelli d’Italia, che si mormora possa essere Alfredo Mantovano, ex Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri – al ruolo di primo cittadino dello stivale produrrebbe un insopportabile vulnus nell’attuazione dei dettami costituzionali: ciò provocherebbe il sicuro rigiro nella tomba di chi diede la vita per spazzare via il sanguinario regime mussoliniano.
Bosio (Al), 08 luglio 2026
la Redazione del blog Pennatagliente
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